La dieta flessibile è uno stile alimentare che consente di perdere peso in modo sostenibile, senza privazioni. Rispetto ai regimi alimentari più rigidi che si basano sul consumo esclusivo di cibi dietetici, la dieta flessibile non bandisce alcun tipo di alimento e permette di inserire nel proprio piano alimentare tutto ciò che piace, anche i cibi meno salutari. L’unica regola da seguire è assimilare ogni giorno la giusta quantità di macronutrienti.

Come funziona

Anche detta “IIFYM”, acronimo di “If It Fits Your Macros”, che tradotto in italiano significa “se rientra nei tuoi macros”, la dieta flessibile si basa sul concetto per cui è possibile perdere peso mangiando con moderazione tutti ciò che si desidera, assimilando una certa quantità di macronutrienti giornalieri.

È un metodo scientifico che prevede il monitoraggio dei macronutrienti, ovvero dei carboidrati, dei grassi e delle proteine che si assumono attraverso l’alimentazione. Questi sono le principali fonti di energia del corpo e sono necessari per mantenere le funzioni dell’organismo.

In base al proprio fabbisogno, ogni persona deve assumere giornalmente una certa quantità di macronutrienti. Carboidrati, grassi e proteine lavorano in modo diverso per il sostentamento dell’organismo e bilanciarli è essenziale per creare un piano alimentare sano e sostenibile.

Nelle diete flessibili, i livelli di macronutrienti sono personalizzati. Si adattano alla persona e al risultato che intende ottenere. La quantità di carboidrati, grassi e proteine da assimilare, infatti, varia a seconda che l’obiettivo sia la crescita muscolare, la perdita di grasso o il mantenimento del peso.

Non sono previsti rigidi paletti che determinano quali alimenti mangiare e quali no. Inoltre, non ci sono orari da rispettare per l’assunzione dei nutrienti e non bisogna preoccuparsi delle combinazioni alimentari. 

La dieta flessibile è realizzata su misura delle esigenze di chi la segue. Si adatta alla persona e alle sue abitudini, rivelandosi più facile da seguire nel lungo periodo. Questo è un grande vantaggio se si considera che la chiave per raggiungere i risultati desiderati e mantenerli è proprio la costanza.

Esempio (un esempio di dieta)

Non è possibile fornire un esempio di dieta flessibile perché l’approccio su cui si basa non prevede un menù fisso o il consumo esclusivo di una determinata categoria di alimenti. Al contrario, è uno stile alimentare che si adatta alla persona che la segue e alle sue abitudini e che permette di mangiare tutti i cibi, senza privazioni.

Per creare una dieta flessibile ciò che bisogna fare è trovare un equilibrio tra fonti alimentari diverse, senza abusare di cibi poco salutari. Il consiglio è fissare, nell’arco di una giornata, il consumo di cibi salutari all’80% e di cibi meno salutari al 20%. 

I cibi salutari sono alimenti poco lavorati e ricchi di nutrienti, come la frutta, i cereali, la verdura, il pesce, la carne e le uova. I cibi meno salutari, invece, sono quelli che hanno un alto contenuto calorico, ma un basso apporto nutrizionale. Questi ultimi, se assunti in piccola quantità, non sono un problema per la salute né un ostacolo alla perdita di peso. 

Il primo passo per creare un piano alimentare flessibile è impostare i macronutrienti in base al proprio fabbisogno energetico. Generalmente, la quantità minima consigliata è di 2-3g di carboidrati, 1g di proteine e 0.5-1.5g di grassi.

Nella distribuzione giornaliera dei macronutrienti ci sono molte variabili da prendere in considerazione. La quantità di grassi, carboidrati e proteine varia in base al proprio stile di vita e alla frequenza con cui si pratica l’attività sportiva. Le persone più attive, per esempio, possono aumentare la quantità di carboidrati a 3-7g, fino a 10g se praticano sport di resistenza. Quelle più sedentarie, invece, dovrebbero dare meno spazio ai grassi e ai carboidrati.

Impostare i macronutrienti può essere abbastanza semplice se si riescono ad organizzare per tempo le proprie giornate alimentari. Per i meno esperti è sempre meglio evitare il fai-da-te e rivolgersi ad un nutrizionista, che possiede le competenze per calcolare correttamente i macronutrienti, tenendo conto del fabbisogno energetico del paziente e costruendo un piano alimentare basato sugli obiettivi che intende raggiungere.

Benefici

Il primo vantaggio della dieta flessibile è la possibilità di inserire nel piano alimentare una grande varietà di cibi. Questo evita la monotonia spesso associata alle diete più restrittive e può aiutare a seguire la dieta con più facilità nel lungo periodo.

La dieta flessibile insegna la moderazione. Nessun alimento è proibito: sono ammessi tanto gli alimenti dietetici quanto i cibi meno salutari. Questi ultimi possono essere inclusi occasionalmente nel piano alimentare, senza che venga compromesso, purché si rispettino le quantità di macronutrienti prefissate.

Un altro grande vantaggio è la sostenibilità. La dieta flessibile è uno stile alimentare che non si basa su una lista rigida di alimenti vietati. Questo aumenta le probabilità che una persona riesca a seguirla nel tempo.

La dieta flessibile prevede il monitoraggio attento delle quantità di carboidrati, proteine e grassi consumati. La conseguenza è una maggiore consapevolezza sull'apporto nutrizionale degli alimenti, che può aiutare a sviluppare abitudini alimentari più sane nel lungo periodo.

L'approccio che sta alla base della dieta flessibile assicura un alto grado di personalizzazione. Ogni piano è cucito su misura e si adatta agli obiettivi individuali, indipendentemente dal fatto che siano legati alla perdita di peso, alla costruzione muscolare o al mantenimento del peso.

La dieta flessibile è adatta a chiunque, anche a chi ha una vita sociale molto attiva e si trova spesso a mangiare fuori casa. È un regime che, infatti, permette di seguire il piano alimentare anche nelle situazioni più difficili e impegnative, senza rinunce.

Da ultimo, ma non per importanza, la dieta flessibile promuovere un rapporto sano con il cibo. Eliminando l'idea che esistano cibi buoni e cibi cattivi, contribuisce a migliorare il rapporto emotivo con il cibo, riducendo i sensi di colpa generalmente associati a scelte alimentari meno salutari.

La dieta flessibile è uno stile alimentare facile da seguire perché tiene conto delle preferenze e delle abitudini di vita di chi la segue. Tutti gli alimenti sono concessi, con moderazione. Rispetto ad altre diete, il pericolo di riprendere peso è ridotto al minimo, proprio in virtù del fatto che la dieta flessibile non stravolge abitudini e gusti alimentari. 

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